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Quando la modellazione umana mette le persone al centro della progettazione


Articolo tratto dall'intervista a Guido Porro, Managing Director EuroMed di Dassault Systèmes

Se pensate che l'ingegneria sia l'arte di progettare oggetti che funzionano, avete ragione solo in parte. Per oltre due secoli, le aziende si sono concentrate sulla progettazione di grandi prodotti, apparecchiature e macchine create dall'uomo che svolgono esattamente i compiti per i quali sono state concepite. Ma oggi ci aspettiamo di più. "Progettare prodotti competitivi significa tenere conto delle persone che lo utilizzeranno, li indosseranno o, nel caso di dispositivi medicali, li ospiteranno nel proprio corpo. Significa progettare una perfetta armonia fra prodotto e utilizzatore. Il rapporto fra uomo e macchina sta cambiando velocemente e gli ingegneri devono tenere conto di questa evoluzione"- afferma Guido PorroManaging Director EuroMed di Dassault Systèmes. 

Il mercato sta già indicando la via. Basta guardarsi intorno: auto progettate per offrire un'esperienza ottimale al guidatore o perfino un'esperienza di guida condivisa con l'auto stessa; dispositivi indossabili a tempo pieno per monitorare la salute 24 ore su 24; indumenti intelligenti che reagiscono in base all'attività fisica fino ad arrivare a dispositivi medicali progettati e fabbricati su misura per un singolo essere umano. Molte di queste innovazioni sono ancora nella fase iniziale della commercializzazione ma è innegabile che rappresentino il futuro e che le aziende vincenti saranno quelle che si stanno già preparando alla svolta. Gli ingegneri di prodotto devono cominciare a pensare come inserire il "fattore umano" nel processo di progettazione incentrato sulla simulazione. Il comportamento di un prodotto non dipende solo da temperatura, pressione, accelerazione o altri parametri misurabili e grandezze fisiche: anche l'interazione fra utilizzatore e prodotto può incidere sulle prestazioni e sulla durata e deve essere presa in considerazione nella fase progettuale. Ed è altrettanto vero che la progettazione del prodotto influisce notevolmente sull'esperienza dell'utente. Progettare la giusta esperienza è essenziale nell'odierno mercato fortemente competitivo ed è fondamentale per la fidelizzazione al marchio. Aspettare la realizzazione del prototipo fisico o la produzione vera e propria è una modalità non corretta per scoprire che qualcosa non va. Il famoso detto "La forma segue la funzione" non è mai stato così vero e l'asticella si alza continuamente. 

Tenere conto dell'esperienza umana

Le interazioni del corpo con un oggetto molto diffuso come ad esempio il sedile di un'auto sono difficile da simulare. Ossa, muscoli, tessuti e persino la circolazione sanguigna... tutti questi elementi devono essere integrati nel modello se si vuole provare a capire quando l'utilizzatore ritiene di essere comodo. E se pensate che la comodità del sedile dell'auto non sia così importante, pensateci bene!

Molte scelte di acquisto dipendono da dettagli apparentemente minori come la comodità di un sedile durante un giro di prova: è il primo valore di qualità percepita che influisce sul resto dell'esperienza di acquisto. E' possibile progettare un buon prodotto senza tenere conto del fattore umano? Certamente, ma perchè farlo? 

Alla conferenza Science in The Age of Experience, tenutasi lo scorso maggio a Chicago, la corporation francese ha illustrato come la propria strategia tecnologica punta a fornire l'intero portafoglio multiscala/multifisico, e che serve a realizzare progetti incentrati sulla simulazione e sul fattore umano. guido porro.png

"Questa strategia nasce dalla sfida di aiutare i clienti ad andare oltre il PLM, eliminando i limiti di un approccio allo sviluppo dei prodotti che non contempla l'esperienza dell'utente, per abbracciare una strategia di sviluppo orientata a un mondo sostenibile nel quale i prodotti sono armonizzati con la natura e la vita"- continua Porro.

Il progetto Living Heart

Dassault Systèmes ha annunciato che presto metterá in commercio il primo modello di cuore virtuale, che nasce dal progetto “Living Heart”. Il progetto che si basa sugli applicativi realistici della piattaforma 3DEXPERIENCE di Dassault Systèmes, è un simulatore 3D ad alta fedeltà scientifica di un cuore umano a quattro camere e rappresenta una novità assoluta. Grazie al simulatore “Living Heart” di Dassault Systèmes, i produttori di dispositivi medicali, i ricercatori e i professionisti della medicina avranno la possibilità di effettuare test virtuali e visualizzare la reazione del cuore con modalità impraticabili con i tradizionali esami fisici.

Il modello “Living Heart” riproduce un cuore sano, su cui è possibile studiare difetti congeniti o patologie cardiache modificandone la conformazione e le proprietà dei tessuti attraverso un editor software di facile utilizzo. Nel simulatore è possibile inserire dispositivi medicali e presidi medico-chirurgici per studiare e osservare la loro azione sulla funzionalità cardiaca, validarne l’efficacia e fare previsioni di affidabilitá in diverse condizioni, come per esempio impiantare stent coronarici, per individuare la tipologia, le dimensioni e la posizione ideali per ottenere i risultati migliori.

living heart.jpg

Il progetto del cuore digitale ha definito nuovi standard di collaborazione e indicato una nuova direzione per la progettazione a computer, ma non è più l'unico esempio. Ispirati da questo lavoro, ora i responsabili dell'azienda guidata da Bernard Charlès stanno definendo una strategia software che contempla tutto il corpo umano. In tutti i settori industriali ogni cliente che adotti questo approccio potrà realizzare prodotti e ed espereinze migliori, in tempi più rapidi, a costi inferiori e perfettamente in linea con le richieste e le esigenze dei diversi mercati globali. Esistono già molti esempi nell'ambito della ricerca, nell'industria e in campo medicale. 

A tutti noi piace pensare di essere unici!

All'Università di Stanford stanno creando modelli anatomici di singoli individui per ogni genere: dalla ricrescita delle ossa nei giocatori di tennis e football, agli effetti dei tacchi alti ai piedi delle donne, fino alla chirurgia cerebrale, ottenendo informazioni di valore inestimabile sul comportamento del corpo umano. Naturalmente, le bioscienze sono uno dei campi applicativi più interessanti per il potenziale che questi strumenti hanno in termini di miglioramento della vita umana.

A tutti noi piace pensare di essere unici e, da un punto di vista medico-scientifico, lo siamo!


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Postato da Maria Lanzetta

Direttore Marketing & Comunicazione
Nuovamacut Automazione Spa