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La Realtà Virtuale come vettore nel processo di sviluppo prodotto


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Negli anni’80 e ’90 le fiction americane avevano già intravisto la Realtà Virtuale. Creare un altro sé, all’interno di un mondo digitale riprodotto, è qualcosa che da anni pervade le lungimiranti idee del cinema di Hollywood. Se solo un decennio fa (ma anche prima) ci avessero detto che la "...Realtà Virtuale sarebbe diventata uno strumento di business non ci avremmo creduto..." In verità, anche quando le applicazioni VR cominciavano a farsi strada nel concreto, in pochi sospettavano l’occasione di sfruttare tool innovativi per creare e migliorare i processi produttivi.

Nuovamacut ha colto sin da subito le possibilità indefinite del virtuale, anche attraverso una partnership con Virtalis.

Molti dei paradigmi che guidano la nuova era della digitalizzazione seguono la linea della visualizzazione avanzata, della simulazione e dell’integrazione all’interno di scenari dove l’esplorazione di nuovi metodi può rappresentare un vero punto di rottura con il passato, oltre che un abilitatore in grado di colmare gap con aziende più rinomate. Non a caso, l’onda lunga dell’Industry 4.0 sta causando un importante ripensamento di metodi e processi nel mondo del lavoro, a diversi livelli e strutture, tale da portare a un cambiamento radicale pari solo a quello delle precedenti rivoluzioni industriali.

La Realtà Virtuale come vettore 

Dall’ingegneria al design, dai sales al marketing e al training, la personalizzazione di ambienti 3D può rappresentare quel tassello che permette all’uomo di fruire in maniera differente di spazi pensati come estensione intelligente delle qualità umane. Pensiamo allo sviluppo di un prodotto: attraverso “riunioni” virtuali, si può ragionare su schemi e disegni prima di realizzarli, provando soluzioni differenti e alternative a quelle programmate in precedenza. Sotto questo punto di vista, la Realtà Virtuale si pone come anello che congiunge una fase “pre” e un “post”, dimezzando i tempi, ottimizzando i costi.

Basta dedicare qualche minuto a una delle demo viste al Nuovamacut Live 2017 per capire quanto il panorama VR possa essere d’aiuto al raggiungimento di benefici costanti in fasi specifiche di un lavoro, che si tratti di attività di manodopera o di formazione.

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Imparare quasi giocando

Tramite l’ecosistema digitale riprodotto, qualunque operatore, anche alle prime armi, può svolgere nuove mansioni seguendo le indicazioni di un tutor collegato da una postazione in remoto ma “presente” come avatar virtuale. Oltre alla possibilità di effettuare una fase di training immersiva, entrano in gioco dinamiche di “gamification” interessanti, che uniscono l’esperienza formativa videoludica alla comprensione reale di nuove mansioni, tali da accrescere il know-how di chi vi partecipa.

È chiaro che la Realtà Virtuale porta notevoli vantaggi sotto diversi punti di vista: economici in primis ma anche strutturali, in ottica team building e di ritorno di immagine verso i clienti e gli utenti finali. Se a ciò uniamo la capacità del VR di rappresentare una base solida su cui costruire il business del domani, restano davvero pochi i motivi per non salire a bordo del treno che porta a “virtualandia”.

 


Postato da Sandro Zagatti

Responsabile Sviluppo Clienti
Nuovamacut Automazione Spa