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10 cose da sapere sulla stampa 3D Industriale


Il Web è ormai saturo di articoli sulla stampa 3D, pagine di confronti, approfondimenti e case study di aziende che hanno adottato soluzioni di stampa additiva nei loro processi di produzione.

Per aiutarvi a capire se effettivamente vale la pena approfondire l’argomento e se questa tecnologia potrebbe portare benefici concreti nei processi produttivi della vostra azienda, ho raggruppato in 10 punti le informazioni utili da sapere quando si inizia a valutare una soluzione di manifattura additiva:


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  1. La Stampa 3D, in particolare quella basata su tecnopolimeri (PA11, PA12) è e sarà sempre di più un nuovo modello produttivo che si affianca alle tecnologie esistenti di lavorazioni CNC o Pressofusione nei casi in cui sono necessari tempi di realizzazione rapidi (4 giorni) e/o non si vuole passare attraverso uno stampo.

  2. Per utilizzare al meglio la stampa 3D, bisogna sensibilizzare i propri tecnici a pensare alla progettazione secondo le logiche della stampa 3D. È importante che i tecnici imparino a conoscere le tecnologie di stampa additiva (ogni tecnologia ha le sue peculiarità) e come viene realizzato un pezzo per sfruttare al pieno le potenzialità ad esempio per ridurre pesi, spessori, integrare componenti e realizzare geometrie non realizzabili con altre soluzioni.

  3. Grazie alla stampa 3D possono esserci anche notevoli risparmi di costi oltre che riduzione del time-to-market. Per la produzione di 5-10.000 pezzi la stampa 3D può essere un’ottima alternativa in caso di morfologie complesse.

  4. Utilizzare un file creato per essere prodotto con altre tecnologie (CNC, Pressofusione, termoformatura) spesso non porta ai risultati sperati (risparmio di tempo e di costi) con la stampa 3D

  5. A seconda della tecnologia di stampa 3D utilizzata possiamo realizzare pareti di spessori fino a 0,3 mm o fori fino a 0,4 mm di diametro.

  6. Il prodotto che esce da una stampa 3D può essere un pezzo finito, ma può anche essere considerato un semilavorato che dovrà passare attraverso altre lavorazioni (CNC, Verniciatura, Cromatura, Sabbiatura, Burattatura, etc…) per ottenere le caratteristiche desiderate

  7. La stampa 3D permette di ridurre lo stock di magazzino e produrre componenti velocemente solo quando servono. Scompare la problematica del lotto minimo

  8. Le attuali tecnologie di stampa 3D rappresentano un risparmio potenziale del 50-75% sui costi degli utensili, dime e attrezzaggi in produzione con vantaggi come ergonomia e leggerezza per il dipendente del reparto produzione. In più la plastica non graffia la parte durante l’assemblaggio.

  9. La Manifattura Additiva sarà un elemento fondamentale nella fabbrica del futuro. Anticipare al presente questo passaggio significa mantenere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti e acquisire per tempo le competenze interne che presto diventeranno uno standard.

  10. Grazie alla stampa 3D di tecnopolimeri è possibile sostituire componenti metallici con componenti plastici. Per macchinari o prodotti a basso volume, alcune parti sono realizzate mediante lavorazione a macchina o tramite lamiere al posto dello stampaggio ad iniezione: uno stampo risulterebbe troppo costoso e l’utilizzo del metallo, anche se non necessario, è stato finora l’alternativa più economica.

Per fare chiarezza su quest’ultimo punto mettiamo a disposizione questo webinar, interamente in italiano, sulla possibilità di sostituire componenti di produzione realizzati in metallo con componenti in plastica realizzati con tecnologie additive garantendo le performance e i requisiti richiesti dal prodotto finito.

Guarda il webinar 


Postato da Marco Martelli

Responsabile Divisione Additive Manufacturing
Nuovamacut Automazione Spa